Sicurezza economica femminile: avere un patrimonio personale non è egoismo

La sicurezza economica femminile è un tema concreto, che attraversa la vita di molte donne. Ci sono diversi aspetti da tenere in considerazione, tra cui il gender gap e la discontinuità di carriera. Qui però affronto la questione anche da un altro angolo di lettura, meno visibile ma spesso presente.

“I miei guadagni, risparmi o eredità li ho spesi per la casa, i figli, la famiglia”.
Queste le parole di diverse donne che seguo nel mio lavoro come Financial Healer.

A volte vengono dette con naturalezza, come se fosse ovvio e non potesse essere altrimenti.
A volte invece, soprattutto dopo una separazione,  vengono pronunciate con risentimento e tristezza: “Ho sempre fatto così. Ma questo non è mai stato riconosciuto come un valore che ho portato. E oggi mi ritrovo con molte meno risorse.”

La frase è la stessa, quello che cambia è la consapevolezza. Finché la relazione è viva e d’amore, il gesto sembra naturale.
 Quando l’equilibrio invece si rompe, emerge una domanda che prima non c’era: “Ho costruito qualcosa anche per me?”

E qui il tema diventa più ampio, perché non riguarda solo la separazione: riguarda il modo in cui molte donne vivono il proprio denaro anche quando la relazione va bene.

Forse ti sei mossa anche tu così, come è successo a diverse donne che ho accompagnato in questi mesi:

La casa aveva bisogno di mobili nuovi o di una ristrutturazione e hai usato l’eredità ricevuta per coprire tutte le spese o gran parte;
Tuo marito aveva un progetto da avviare e hai messo a disposizione il tuo denaro;
Oppure hai completamente finanziato una formazione importante per i figli, attingendo alle tue risorse.

Non sto dicendo che sostenere la propria famiglia sia un errore e che condividere le proprie risorse sia sbagliato. Ma la condivisione andrebbe fatta proporzionalmente al reddito di ciascuno e tenendo conto di alcuni dati. 

I dati oggi ci mostrano una realtà che non possiamo ignorare: questo naturale istinto alla cura e alla condivisione, rischia di svuotare la riserva di sicurezza futura. È una dinamica antica che, nel lungo periodo, lascia fragili e lede l’autonomia.

Parlo di dinamica antica perché storicamente il denaro delle donne non è mai stato loro, ma per la famiglia o del marito (ad esempio le doti). Il denaro per le donne è stato condivisione, cura, appartenenza. 
E ancora oggi diventa spesso quasi automaticamente collettivo.

Quanto sia importante cambiare il ciclo di questa eredità storica e culturale, ce lo raccontano i dati del 2025: raccontano di un futuro che dobbiamo imparare a scrivere diversamente, partendo da oggi.

Perché è importante che le donne si occupino della loro sicurezza economica

Guardare in faccia questa realtà non serve a spaventare né ha lo scopo di farti sentire vittima.  È un invito a fare uno spostamento profondo: passare dal senso di colpa o dalla sensazione di egoismo che può emergere quando ti occupi di tenere dei soldi per te,  alla presa in carico e responsabilità. Come atto di cura e amore per te. 
Ecco cosa ci dicono i dati istituzionali più recenti sulla nostra sicurezza economica femminile:

Longevità: in media viviamo più a lungo degli uomini, il che significa che i nostri risparmi devono coprire un periodo di vita più esteso.

Carriere discontinue: maternità e compiti di cura portano spesso a part-time o interruzioni, riducendo la capacità di accumulo.

Gender Pay Gap: a parità di mansioni, guadagniamo mediamente meno degli uomini. Questo divario si riflette direttamente sulla capacità di risparmio mensile e sulla costruzione di un patrimonio personale.

Pensioni ridotte: questi fattori si traducono, nel lungo periodo, in assegni pensionistici significativamente più bassi. Cosa che incide direttamente sulla qualità della nostra vecchiaia.

 
Questo significa una cosa molto concreta: abbiamo più bisogno che mai di costruire sicurezza economica personale nel tempo.
Eppure, proprio chi avrebbe più necessità di accumulare e proteggere risorse, spesso le mette al servizio del sistema familiare, oppure le lascia scivolare via dalle mani, prima ancora di aver costruito una base propria.

Perché lo si fa? La risposta è nel modo in cui abbiamo imparato a stare nelle relazioni.

Quando costruire sicurezza economica personale sembra un tradimento del “Noi”

Se dentro di te il denaro è legato alla relazione, alla cura, all’armonia, costruire un patrimonio personale può mettere in discussione la tua identità e farti sentire in colpa o egoista. Come se stessi rompendo un equilibrio.
 

“Non posso dire a mio marito che i soldi avuti dalla vendita della mia casa, li tengo per me e non li metto nel conto comune. Sarei egoista”. Questa frase, prima di parlare di scelte finanziarie, parla della paura di uscire da un’identità costruita esclusivamente intorno alla cura degli altri e alla condivisione.

Nel frattempo, però, la realtà economica segue altre logiche.
Il marito ha la sua pensione costruita negli anni. 
Lei, che ha dedicato tempo ed energia alla cura dei figli e al sostegno dei progetti familiari, si trova con entrate più fragili e con una pensione che arriverà significativamente più bassa.

La sicurezza economica femminile nasce anche dalla capacità di prenderci cura dei “nostri” soldi, che sia lo stipendio, un’eredità o risparmi accumulati.  Nasce da uno sguardo che ci permetta di tutelarci oggi, sapendo che le relazioni possono cambiare e che il futuro non è mai garantito. Nasce dal sentirci legittimate a farlo e dal riconoscerci il diritto di costruire una base solida che non dipenda esclusivamente dal sistema familiare.

Ma come si passa dal sentirsi egoiste o in colpa, al sentirsi legittimate? Non è un interruttore che si accende istantaneamente ma è un processo. Proprio come è successo a Marta.

Dal denaro condiviso alla sicurezza economica personale: la storia di Marta

Marta si è rivolta a me e al mio programma Money Shift, perché sentiva di avere dei nodi da sciogliere rispetto al denaro e desiderava capire come costruire una sicurezza economica per sé.
Quando abbiamo iniziato a lavorare insieme aveva da poco ricevuto 500.000 euro dalla vendita di un suo appartamento e seguendo, un automatismo antico, aveva messo tutti i soldi nel conto corrente comune, senza che il marito lo avesse chiesto. Le sembrava semplicemente naturale. Nel passato aveva sempre agito in questo modo ma negli anni il denaro che aveva ereditato era scomparso nel sostenere spese familiari importanti. 

La sua carriera lavorativa era stata discontinua: si era occupata dei figli e solo quando erano cresciuti aveva trovato un lavoro part time. 

All’inizio del nostro lavoro insieme le ho parlato di educazione finanziaria e di come fosse opportuno utilizzare quel patrimonio per creare la sua personale base di sicurezza, non solo per il presente ma anche per il futuro. Le resistenze erano però altissime: c’era la paura di essere egoista, di creare distanza, di tradire il “Noi”.

Finché quella paura non è stata “lavorata” e sciolta, nessuna strategia protettiva personale veniva da lei messa in atto. La domanda che tornava era sempre la stessa: “come faccio a dirlo a mio marito?”. 

Il punto non era il conto corrente. Era il diritto di esistere economicamente come individuo dentro una relazione.

Solo quando questo passaggio è stato integrato, è diventato possibile fare una scelta diversa: una parte del denaro è entrata nel progetto comune mentre una quota consistente è rimasta sotto la sua gestione, con l’obiettivo chiaro di costruire sicurezza finanziaria personale nel tempo.

Non è cambiato l’amore. È cambiata la postura interiore. Marta ha capito che il suo diritto di esistere economicamente come individuo non toglieva nulla alla coppia, ma aggiungeva sicurezza e centratura a lei.

E da lì, la decisione non è stata più vissuta come una rottura del “Noi”, ma come un atto di responsabilità verso di sé.

 

Un primo passo verso la tua sicurezza economica

Prima di chiudere questa pagina, prova a fermarti un momento.

Chiediti cosa ha mosso in te questo articolo.
 C’è una frase che ti ha colpita? Una resistenza? Un fastidio? Un desiderio?
Prendi un quaderno e scrivilo.

Poi prova a immaginare una possibilità diversa.
 Come sarebbe creare il tuo cuscino di sicurezza economica e prenderti cura di te attraverso la gestione dei tuoi soldi?
 Come ti sentiresti, ti muoveresti nel mondo, come staresti nelle relazioni?
Scrivi tutto al tempo presente, come se stesse già accadendo.

E se senti che lavorare sulla tua relazione con il denaro e costruire la base della tua sicurezza economica è un passaggio che vuoi affrontare in modo guidato, trovi le informazioni sul mio percorso Money Shift qui.

Laura

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