Paura di guardare il conto corrente? Inizia a cambiare il tuo rapporto con il denaro
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Il rapporto con il denaro è una relazione
Qualche giorno fa ho iniziato un percorso di guarigione finanziaria — Financial Healing — con una nuova cliente.
Quando mi ha descritto il suo rapporto con il denaro, le parole che ha usato sono state precise: “evitante”. “Mi dimentico di fare e mandare le fatture, lo faccio sempre con tempi lunghissimi. Mi dimentico di fare i pagamenti. E ho paura di guardare il mio conto corrente”.
Forse mentre leggi ti riconosci in qualcosa di quello che ha detto. Oppure ti sembra di non averne mai abbastanza, senti molta resistenza a monitorare le entrate e le uscite, hai le così dette “mani bucate”, oppure senti ansia a spendere anche solo per un pranzo o una cena fuori.
Questi non sono comportamenti o emozioni casuali. Sono il riflesso di una relazione — quella che hai con il denaro. E come tutte le relazioni, anche questa ha una storia, delle ferite, dei pattern che si ripetono.
Che tu ne sia consapevole o no, il modo in cui ti comporti con i soldi racconta qualcosa di preciso su come è questa relazione e anche di te.
Come il tuo cuore vede il denaro
Quando accompagno le persone nelle sessioni di guarigione del loro rapporto con il denaro nel mio programma Money Shift, uso un approccio meditativo profondo.
Una delle prime cose che chiedo è: “come vede il denaro il tuo cuore?”
Non è una domanda per la mente razionale. È un accesso a qualcosa di più profondo.
Ed è sempre sorprendente osservare cosa emerge. A volte il denaro si presenta come una persona. Altre volte prende forme diverse: quella di un fumetto (ad esempio Paperon de Paperonis e la sua montagna di soldi), un cartone animato, un oggetto, un animale, un drago o un’immagine forte e complessa.
Le emozioni e le sensazioni legate a quell’immagine sono lo specchio esatto di come quella persona vive il denaro nella sua vita quotidiana.
Sono quelle emozioni e sensazioni — non i pensieri — a determinare i comportamenti. A spiegare perché eviti di guardare il conto. Perché nonostante il fatturato aumentato senti che non bastano mai, perché fai fatica a chiedere ciò che ti è dovuto, a tenere il denaro, a prendertene cura.
Alla fine di ogni sessione di guarigione, quell’immagine cambia. Diventa più stabile, più luminosa, più vicina. Qualcosa a cui ci si può avvicinare, che si può ricevere. E da lì diventa possibile cambiare anche i comportamenti concreti e iniziare a costruire sicurezza economica e libertà, seguendo una mappa precisa.
L'esercizio della lettera al denaro. 7 minuti per iniziare una nuova relazione
Qualche anno fa mi è stato proposto un esercizio per iniziare a esplorare la mia relazione con il denaro. Mi ha aperto gli occhi.
Lo ripropongo a te, in una versione che ho affinato nel tempo con le mie clienti.
Prima di tutto: immagina il denaro come una persona.
Che tipo di persona sarebbe? Ecco alcuni esempi solo per orientarti:
• Il Principe Azzurro che arriva a salvarti
• Una persona manipolatoria o inaffidabile
• Una figura distante, anaffettiva
• Un amico distratto, che c’è e non c’è
Questi sono solo spunti. Quello che conta è l’immagine che emerge per te.
Scrivi una lettera al denaro
Prendi carta e penna e scrivi una lettera al denaro, rivolgendoti direttamente all’immagine che è emersa.
Dimentica la forma, la grammatica, la gentilezza. Se senti rabbia, frustrazione, vergogna, datti il permesso di farle emergere.
Le regole:
• Imposta un timer di 7 minuti. È il tempo necessario per stancare la mente razionale e lasciar parlare l’inconscio.
• Scrivi velocemente, senza rileggere e senza fermarti.
• Sii onesta. Se senti rabbia, scrivila. Se senti noia, vergogna o voglia di scappare, metti tutto sul foglio.
• Fermati solo al suono del timer.
Se la penna resta ferma, inizia così: “Caro denaro, la verità è che quando penso a te mi sento…” oppure “Ti tengo lontano perché ho paura che se ti avvicinassi tu potresti…” o ancora “Mi dimentico di te, non ti guardo perché…”
Ora ribalta la prospettiva
Una volta suonato il timer, fai un respiro profondo. E poi scrivi la risposta del denaro a te.
Come si sente trattato da te? Cosa vorrebbe dirti?
Scrivi senza filtri, lasciando che le parole scorrano da sole.
Una volta finito, guarda quello che è emerso sulla carta — senza giudicarti. Osserva quella relazione per quella che è in questo momento.
Se hai paura di guardare il conto corrente, o riconosci qualcosa di familiare nel modo in cui eviti il denaro, probabilmente in quello che hai scritto c’è già una risposta sul perché.
Ora puoi chiederti: qual è il primo, piccolo passo che puoi fare oggi per iniziare a coltivare questa relazione?
La mia storia è partita da questo esercizio
Quando anni fa ho fatto questo esercizio, la risposta del denaro è stata: “Vorrei che ti prendessi più cura di me. Che ti fidassi di me.”
Aveva ragione. Per anni l’avevo evitato, delegato, ignorato — e nel frattempo vivevo con la paura silenziosa di rimanere senza niente.
Da lì ho iniziato a cambiare. Ho guarito il mio rapporto con il denaro e ho imparato a occuparmene davvero. Oggi il mio patrimonio è una fonte di sicurezza, per me e per mio figlio. E quella paura non angoscia più le mie notti.
Questo percorso è diventato Money Shift.
Se quello che hai letto ti risuona, scrivimi. Sono qui.
Laura
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